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IN CHE TEMPO SIAMO OGGI SECONDO LE PROFEZIE?

mercoledì 27 luglio 2011

BUGIARDI CHE NON CONOSCONO IL NOME DI DIO - (2^ Parte)





COSA E' DAVVERO IL NOME DI DIO E QUAL'E' IL SUO SIGNIFICATO

E’ scritto: "Non pronunciare il nome di YHWH Elohà tuo, invano; perché YHWH non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano" - (Es. 20:7)
Il Terzo Comandamento contiene tutto il concetto del Potere e dell’Autorità di Colui che viene chiamato "Dio" (Elohà, Adonay). 

Questo comandamento non ha solo a che fare con l’uso profano del Suo nome nel parlare di Lui ma si riferisce anche all'intero corpo della LEGGE che Egli emanò per far conoscere all'uomo i suoi errori. Dare l’impressione di agire per Dio, ma sottoponendosi ad un altro sistema  (religioso o proprio) che regola le Leggi della nostra adorazione a Lui solo, significa VIOLARE questo comandamento.


IL NOME DI DIO IN QUANTO ORIGINE DI OGNI POTERE E AUTORITA'

Il termine con cui identifichiamo, l'Essere a cui erratamente si dà il 'nome' di Dio al singolare è: EL'OHA. 

Egli è l’origine di ogni potere ed autorità ed è l’oggetto di adorazione nel Tempio. - (Esdra 4:17-7:26)

Egli in quanto PRINCIPIO e ORIGINE di ogni pensiero e cosa vivente è UNO SOLO:  
"Ascolta, Israele: YHWH è il nostro Elohà, YHWH E' UNO SOLO. Tu amerai YHWH tuo Elohà con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze." - (Deuteronomio 6:4-5)
LUI è l'UNICO, il SUPREMO, è l'ELOHA degli Elohim. Egli vive in ogni cosa divenendo tutto in tutti. Comunque egli è l’unico Elohà. Esodo 13:14 ci dimostra che Elohà non è affatto un essere [statico] (cfr. Io Sono Colui che Sono - ndr). Egli qui ci dice che al contrario è un ESSERE DINAMICO proteso nel DIVENIRE quello che sarà: "IO SARO' CIO' CHE DIVENTERO'" - (‘ayah ‘asher ‘ayah - cf. Oxford Annotated RSV e Bullinger, Companion Bible)

Oppure come altri Studiosi esprimono: "Io diverrò ciò che vorrò", "Io sarò quello che mostrerò d'essere", "Io sono quello che diverrò", ecc.


IL NOME DI DIO COME SUPREMA AUTORITA'

Ogni dimostrazione di potere sotto la direzione di Elohà, è fatta in Suo nome come Yahuveh degli Eserciti. Perciò ogni essere che agisce per Lui si identifica con il Suo nome Yahuveh. - (Gen. Cap. 18 e 19)

Egli ci guida e ci insegna, e la Sua guida ci rende perfetti. Abbiamo lo scudo della Sua salvezza. Egli è la nostra fortezza ed il nostro Salvatore (2 Sam. 22:32-35; Sal. 18:34; 144:1). Tutti i poteri appartengono a Elohà e sono permessi solo da Lui. (Rm.13:1, 2, 7).
"Temi il Yahuveh tuo Elohà, a Lui servi, restagli fedele e giura nel suo NOME" - (Deuteronomio 10:20). Dobbiamo obbedire a Lui piuttosto che all’uomo (Atti 5:29). A Lui appartengono la vendetta e la ricompensa (Dt. 32:35; Sal. 94:1; Eb. 10:30; Rm. 12:19).
 

IL NOME DI DIO E' VIVENTE

NON PRONUNCIARE il nome di Dio invano:

Esodo 20:7 Non pronuncerai invano il nome di Yahveh tuo Elohà, perché Yahveh non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Levitico 19:12 Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Elohà. Io sono Yahuveh.
Salmi 99:2 Grande è Yahuveh in Sion, eccelso sopra tutti i popoli. Lodino il tuo nome grande e terribile, perché è santo.
Salmi 111:9 Mandò a liberare il suo popolo, stabilì la sua alleanza per sempre. Santo e terribile il suo nome.
Geremia 14:9 Eppure tu sei in mezzo a noi, Yahuveh, e noi siamo chiamati con il tuo nome.

Come può essere usato il nome di Dio "invano"? Lo studio analitico della concordanza dà vari significati alla parola "invano":

Vanità: Questa parola deriva dall’Ebreo hebel (Ger. 10:3)
Gratuito
, dalla parola Ebrea chinnam (Ez.6:10)
Falso
da nabab (Gb. 11:11, 12)
Vuoto
, vano da rig (Sal.2:1; Ger. 51:58)
Falsità o menzogna da sheqer ( Es. 5:9)
Deserto o distrutto da tohu (Isa. 45:18; cfr. Gn. 1:2; Ger. 4:23)
Infruttuoso o inutile dal greco mataios


Queste parole sono state tutte tradotte come invano in Inglese. Riferendoci alle Scritture vediamo che ognuna di queste parole ha una diversa collocazione. Per la parola invano nel terzo comandamento, si ha una parola Ebrea differente. La parola Ebrea è shav, o shawv. Questa parola ha anche il significato di falsità quindi vanità.
Nello Strong’s Hebrew Dictinary (SHD) 7723, shawv significa desolazione, male, rovina, idolatria, inutilità, invano, falso.



Il Nome di Dio Scritto ma non Pronunciato

Il nome di Dio significava molto per gli Ebrei. Dopo la prigionia babilonese la tribù di Giuda e parte delle tribù di Levi e Beniamino considerarono il nome di Dio così santo che sebbene fosse scritto non veniva pronunciato. Quando un lettore nella sinagoga incontrava "YHVH" lo sostituiva con la parola "Adonay" che significa "il Signore dei Signori". La scrittura ebraica, come la stenografia moderna, era formata da sole consonanti. Le vocali furono inserite solo in seguito per coloro che non conscevano bene la tradizione orale ebraica, tramite una serie di piccoli punti chiamati punti vocalici, sopra, intorno e sotto il testo consonantico, ma mai al suo interno. 

Perciò intorno alle lettere del nome di Dio, erano inserite le vocali della parola "Adonay", (SHD 136) che dovevano essere lette al posto di quelle originali. Un risultato di quella pratica è la comparsa, in tempi relativamente moderni, della parola ibrida Jehovah, composta dalle consonanti JHVH e [dicono] dalle vocali della parola "Adonay"; ma più precisamente e correttamente dalle vocali di Eloha (E,O,A). Il nome subì 134 variazioni con i Sopherim e gli scrivani rabbinici. Sappiamo dove si verificarono le modificazioni dall’originale. Sappiamo dall’archeologia antica che l’abbreviazione del nome di Dio era Yahu (cfr. J. B. Pritchard, The Ancient Near East, Princeton, 1958, Vol. 1, pp. 278-282). 

Esso è stato erroneamente traslitterato in JEH-(ovah), ma in ebraico la J non esiste e la vocale [E] è errata, come sappiamo dai testi antichi del Tempio a Elephantine (cfr. Sal. 68:4 KJV). Infatti alcuni insistono a scrivere e pronunciare "Jehovah".

Quando si incontrava nel testo la parola Yahuveh (SHD 3068), si pronunciava Adonay, e quando ci si riferiva a Elohà, si scriveva Yahuvih. In seguito gli scrivani lo pronunciarono sempre Eloha per evitare le conseguenze teologiche della distinzione. 

La maggior parte delle tradizioni successive entrarono nel Giudaismo dalla prigionia babilonese, insieme al concetto diffuso tra i pagani GNOSTICI di NON nominare il Nome di Dio, per timore di spingerlo ad agire, o che la persona che ne aveva pronunciato il nome potesse controllarlo (ricercare il testo: Abracadabra Il Significato dei Nomi - ndr). 

Da questi concetti pagano-esoterici che impregnano il pensiero gnostico provengono le distorte usanze esoteriche e magiche sul Tetragrammaton. Ma queste 'tradizioni occulte' NON HANNO NULLA A CHE VEDERE CON LA PURA ADORAZIONE DOVUTA A ELOHA YAHuWEH, e ciò che Egli ci dice tramite la Sua Parola di VERITA'; questa ci libera dai falsi insegnamenti degli uomini idolatri.

Anche scrivendo il nome di Dio, lo scrivano rispettava alcune regole farisaiche: 

Deve essere ben lavato.
Deve indossare vesti ebree.
Non deve mai intingere la penna nell’inchiostro mentre scrive il nome di Dio.
Durante la scrittura del nome di Dio, deve ignorare persino l’appello di un Re.

Si presume che tali regole furono adottate, perché pensavano che impedissero all’uomo di usare il nome di Dio invano. Ma probabilmente furono influenzati anche dalle considerazioni dei pagani gnostici nei confronti del concetto dei nomi: [se si conoscesse il nome, si potrebbe chiamare e contollare il dio]. Questo punto di vista si oppone diametralmente al significato del terzo comandamento della Legge di Dio.

La Companion Bible di Bullinger contiene un elenco delle sostituzioni di Yahuveh con Adonay e dell’uso di Elohim nell’Appendice 32, dove sottolinea anche che NON pronunciare il nome di Dio NON è ciò che intende il terzo comandamento. R. J. Rushdoony, (The Institutes of Biblical Law, Presbyterian and Reformed Publishing Company, 1973, p. 126) pone le domande seguenti:




"D. 112. Che cosa esige il terzo comandamento?"
"R. Il terzo comandamento esige che si pensi, si mediti, si pronunci e si scriva con rispetto il nome di Dio, i suoi titoli, i suoi attributi, le cerimonie, la parola, i sacramenti, le preghiere, i giuramenti, i voti, le sue cose, i suoi atti ed ogni altra cosa con cui egli si faccia santo; per una professione santa ed una conservazione responsabile della gloria di Dio e del bene nostro e degli altri."




"D. 113. Quali sono i peccati vietati dal terzo comandamento?"
"R. I peccati vietati dal terzo comandamento sono il diverso uso del nome di Dio da come è richiesto ed il suo abuso menzionandolo nell’ignoranza, invano, in modo irriverente, profano, superstizioso, o maligno; l’uso blasfemo dei suoi titoli, attributi, cerimonie, atti, giuramenti e voti se contenuti nella legge e loro adempimento in atti illegali; proteste e lamentele, indiscrezioni e abusi o qualsiasi corruzione della Sua parola con derisioni profane, domande indiscrete o inutili, dispute vane o per il sostegno di dottrine false; il suo abuso e quello di tutte le creature o di qualsiasi cosa sotto il nome di Dio, per stregonerie o altre pratiche e lascivie peccaminose; la calunnia, lo scherno, l’ingiuria o qualsiasi altra negazione della verità di Dio, della sua grazia e delle sue vie. Professare la religione nell’ipocrisia o per scopi malvagi; vergognarsene o essere una vergogna."




La maggior parte di quelli che si autodefiniscono "credenti", non ha mai considerato probabilmente, un’applicazione così ampia del terzo comandamento.


Sappiamo che Dio vuole la fratellanza con l’uomo. L’unico modo in cui si può godere di questa fratellanza è la totale e completa sottomissione dell’uomo a Elohà ed alla Sua Volontà, attraverso la totale e completa obbedienza della Sua legge. Egli vuole 'obbedienza' e non sacrificio. Ciò che è più importante è che la legge fu data per il nostro bene e non per essere un fardello, se osservata nella forza dello Spirito Santo. La corruzione dell’uso del Nome invano ebbe inizio all’epoca del nipote di Adamo, Enos, come vediamo da un’esame di Genesi 4:26.

"Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome di YHVH." - (Genesi 4:26)

Questo enunciato della versione KJV nasconde ciò che sta realmente accadendo. La Companion Bible di Bullinger, Appendice 21, ci dà la vera intenzione del verso. Secondo i commenti in ebraico antico, gli uomini smisero di pregare nel nome di YHVH (Targum Onkelos) e crearono idoli che chiamarono con il nome della Parola di YHVH (Targum Jonathan). Rashi afferma che si profanava il nome di Elohà. Il "Dabar Yahuveh" o Parola di YHVH era l’entità rappresentante l'Elohà, mentre oggi comprendiamo che quella funzione è proprietà esclusiva della "Parola di Elohà" attraverso il Messyah. Era evidente che al tempo di Enos, discendente di Adamo, gli uomini iniziarono la loro spiritualità all’adorazione di culti falsi dando il nome di YHVH ai loro dèi. Gli fu insegnato dagli spiriti decaduti che dovevano incominciare a chiamare i "loro FALSI dèi" come lo stesso Yahuveh; CON LA MENZOGNA CHE "ESSI ERANO GLI ELOHIM" CHE DIEDERO LA VITA ALL'UOMO.

L’idolatria nasce in quel periodo. Enos infatti significa fragile, debole, malato o incurabile, ed è in quel tempo che l'uomo ormai lontano dal proprio Creatore inzia a provare grande sconforto per la vita che conduce e allora 'cerca conforto e aiuto' nella divinità'.  La Genesi è il libro delle origini. Al tempo di Enos, l’uomo cominciò ad usare il nome di Dio invano. Enoc, il settimo da Adamo, profetizzò contro di loro e la loro empietà (Giuda 14, 15). L’idolatria corrompe sempre il nome di Dio. E’ Satana ad indurre l’uomo a distogliere l’adorazione da Elohà ed a dirigerla verso se stesso. 

...


Continua nella terza parte ...