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YAHUSHUA IL MESSYAH ha detto: "Chi è da Eloah ascolta le parole di Eloah. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Eloah." (Giov. 8:47;

domenica 24 maggio 2020

LA QUESTIONE DEL BATTESIMO DELLO SPIRITO


Il battesimo dello Spirito è un fatto, o un’esperienza legata a qualche sensazione emotiva o esperienza di estasi?


Una delle principali dottrine carismatiche è la necessità di ricevere una «seconda opera della grazia» che di solito viene chiamata «battesimo nello Spirito Santo». Tutti gli scrittori e gli insegnanti aderenti a questo movimento concordano sul fatto che tutti hanno bisogno di questo battesimo, ma le loro opinioni su come riceverlo sono contrastanti, tanto che Dale Bruner (F.D.Bruner (1932) è un biblista e teologo statunitense) ha detto: «Sembra che i modi di ricevere il battesimo nello Spirito Santo siano tanti quanti sono coloro che difendono questa dottrina».
I requisiti più frequentemente suggeriti sono atti di obbedienza, digiuno, preghiera, pentimento, umiltà, purezza, confessione del peccato, sottomissione, svuotamento di se stessi, «lasciare ogni cosa», totale consacrazione, perseveranza, abbandono totale, attesa, fede e spesso si parla molto di quanto costi questo dono.
C’è una specie di sforzo da compiere, come rivela anche Robert Dalton, cari- smatico quando scrive: «Questesperienza non è per pochi eletti, ma per tutti quelli che la desiderano e sono disposti a pagarne il prezzo»; anche se poi con- temporaneamente, essi vogliono insegnare che il battesimo è un dono gratuito che viene dalla grazia e non si può ottenere con alcuno sforzo e ad alcun prezzo.
Cosi lo scrittore pentecostale Ralph M. Riggs commenta «Coloro che... cercano il battesimo nello Spirito devono sempre tener presente che quest’esperienza viene chiamata anche “Dono dello Spirito Santo” e i doni non si guadagnano, non si meritano, né possono essere estorti... Lo Spirito Santo è un dono della grazia... mandato da Dio, e Lo si riceve per fede e per fede soltanto» .
Riguardo a questa, Bruner scrive: «Da un lato si parla di semplice fede, dall’altro si parla di un prezzo da pagare»; spesso si dice al credente di non chiedere a Dio questo dono, ma di dirGli che lo si desidera. Insomma, c’è una tale confusione sul modo di ottenere il dono, che uno stesso scrittore si contraddice».

Yahushua ha un solo corpo — la Chiesa
In 1 Corinzi 12:4-11 Paolo descrive la diversità del doni dello Spirito: parola di sapienza, parola di conoscenza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento, lingue, interpretazione delle lingue. e noi, nei prossimi capitoli, parleremo di quelli più spettacolari — guarigioni, miracoli, lingue ed interpretazione delle lingue. 
Ora, però, è necessario che ci soffermiamo un p0’ sul battesimo dello Spirito, a proposito del quale si possono fare tre domande fondamentali:
Che cos’è il battesimo dello Spirito? Come si ottiene? E, soprattutto, quando si riceve?
Per  aiutare  la  chiesa  ad  uscire dalla carnalità e dalla confusione che regnava intorno  a  questo  argomento,  Paolo  scrisse  ben  tre  capitoli  sui  doni  spirituali  (1 Corinzi  12-14),  ma  il  punto  chiave  di  tutto  il  suo  discorso  si  trova  in  1  Corinzi 12:12-13, dove il versetto 12 illustra l’unità della chiesa in Yahushua e 11-13 contiene un’affermazione che chiarisce bene che cosa sia il battesimo dello Spirito.
In  1  Corinzi  12:12  leggiamo:  «Poiché, come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Yahushua». L’apostolo, usando l’‘analogia del corpo umano per dare  un’illustrazione  visiva  dell’unità  dei  credenti  in  Yhaushua,  dice  che  il  corpo, benché sia uno solo, è composto di molte parti che, pur funzionando in modo diverso, fanno parte di un unico insieme.
L’analogia del «corpo» è una delle più usate da Paolo (vedi ad esempio Romani 12:4-5; 1 Corinzi 10:17 ed Efesini 1:23; 2:16; 4:4,12,16), ma qui, in 1 Corinzi 12 l’adopera in un modo davvero chiaro e completo, basti pensare che in soli sedici versetti (da 12:12 a 12:27) usa la parola soma (corpo) ben diciotto volte.
L’apostolo sapeva che il corpo umano, meravigliosa creazione di Eloah, mostra come diversità ed unità siano perfettamente compatibili; tant’è che persino le nostre parti doppie funzionano spesso in modo differente! Abbiamo due piedi, ma di solito usiamo meglio l’uno dell’altro e lo stesso vale per le braccia e per le mani; parecchie persone vedono meglio con un occhio piuttosto che con l’altro, e molti hanno le orecchie di dimensioni diverse. Pur con tutte queste diversità, il corpo possiede unità e funzionalità straordinarie: pensiamo alla coordinazione dell’atleta, all’abilità dell’acrobata o addirittura ai primi passetti esitanti di un bambino che impara a camminare.
Il corpo possiede quindi un’unità organica ed è governata da un unico principio vitale che fa si che la diversità si fonda in un unico insieme. Paolo sapeva che questa valeva anche per la Qahal, che è un insieme organico, una pluralità di membra governate da un solo principio vitale. Ma in questa pluralità di membra, c’è un solo tipo di netzarym. Non esistono due o più qualità di credenti, a seconda di chi possieda più a meno Spirito Santo, siamo tutti membra del corpo di Yahushua e tutti facciamo parte dell’insieme organico in cui pulsa la vita del Adonì stesso.
Il versetto 12 termina con una frase breve, ma importantissimo: «Così è anche di Ha'Mashyah». Ora, dal momento che Paolo ha usato il corpo umano come analogia della Qahal, uno si sarebbe aspettato che avesse concluso dicendo: «Cosi è della Qahal», invece è proprio questo il fatto che l’apostolo vuole chiarire e, cioè, che la Qahal è il  corpo di Yahushua, per cui, dire che siamo di lui, equivale a dire che siamo la Qahal. Per questo egli afferma che tutti i netzarym sono uno con il Messyah vivente,  perché  siamo  un  unico  organismo  vivente  in  cui pulsa la vita eterna di Eloah, per mezzo dello Spirito del Messyah che vive in noi.
In altre parole, insomma, Paolo dice che Yahushua, incarnatosi una volta in un solo corpo umano, ora si è incarnato in tutti i nostri corpi per mezzo dello Spirito Santo per la qual cosa noi siamo di Yahushua e lui vive in noi: in me, in te ed in ogni credente. Ecco il significato della salvezza!
È come se l’apostolo stesse dicendo ai Corinzi: «Sentite, io so che ci deve essere una varietà di doni, ma questo non significa che nel corpo ci debbano essere delle  fratture,  perché  tutti  voi  siete  meravigliosamente  uno  in Yahushua» (cfr.  Gal. 2:20; Filipp. 1:21; Efes. 1:13-14).

Battezzati da un unico Spirito in un unico corpo

In  1  Corinzi  12:13,  Paolo  spiega  perché  coloro  che  credono  nel  Adonì  Yahushua possano chiamarsi letteralmente «il corpo di Ha'Mashyah», dicendo: «Infatti noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo, e Giudei e Greci, e schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un unico Spirito».  Questo  versetto  contiene  una  grande  verità  sotto  forma  di  due  pensieri  distinti,  purtroppo,  largamente  fraintesi:  il  primo  esprime  la  formazione  del corpo mediante il battesimo dello Spirito; il secondo si riferisce alla vita del corpo dicendo che siamo stati tutti abbeverati di un unico Spirito.

Sono proprio le parole «di un unico Spirito» che hanno dato origine a tutta la confusione dei carismatici, in quanto questa piccola proposizione greca en si può tradurre «ad», «da» o «con» e alcuni studiosi la tradurrebbero anche «in». In 1 Corinzi 12:13, comunque, la scelta non è cosi vasta perché, in greco, le preposizioni prendono significati diversi a seconda delle desinenze richieste dal caso in cui si trovano le parole che seguono, per cui la traduzione più accurata di questo versetto e la più coerente con il contesto del Nuovo Testamento è «di» o «con»: perciò  noi  siamo  battezzati  di  Spirito  Santo  (cioè,  mediante  lo  Spirito  Santo  - NdR) o con lo Spirito Santo, tenendo presente che qui la preposizione «en» non si potrebbe mai tradurre «da parte di».

I carismatici parlano spesso di battesimo dello Spirito Santo, ma questa espressione non appare mai nella Scrittura, proprio perché nella Bibbia non è mai scritto che la Spirito Santo abbia battezzato qualcuno. In Matteo 3:11, per esempio, Giovanni Battista disse ai Farisei ed ai Sadducei che da lui potevano essere battezzati con acqua in vista del ravvedimento, ma sarebbe venuto qualcuno che avrebbe... «Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. Egli ha il suo ventilabro in mano, ripulirà interamente la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile» (Mail. 3:11- 12).

L’interpretazione tipica di questo brano, da parte dei carismatici, è che il «fuoco» si riferisce alle lingue di fuoco che si divisero su ognuno di coloro che erano presenti alla Pentecoste, mentre, dal versetto 12, è più che mai evidente che Giovanni  si  riferiva  al  fuoco  del  giudizio,  alle  fiamme  inestinguibili  dell’inferno.  Le lingue di fuoco della Pentecoste non sono paragonabili a queste fiamme che bruciano senza posa: qui si parla del fuoco del giudizio e chi battezza non è lo Spirito Santo, ma Yahushua stesso (vedi Giovanni 5:22 - “Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio”), perciò il Battista, in realtà, qui sta dicendo che nel mondo ci sono soltanto due tipi di persone: 

quelli che saranno battezzati con lo Spirito Santo e quelli che non lo saranno e sa- ranno battezzati col fuoco del giudizio eterno.

Questa affermazione di Giovanni Battista viene riportata anche da altri due brani, ma sempre con parole analoghe:
Marco 1:7-8 Luca 3:16. In tutti e tre i casi, comunque, è sempre Yahushua che bat- tezzerà, proprio come è scritto in Giovanni 1:33, in cui il Battista dice di Yahushua:
«Questi è colui che battezza con lo Spirito Santo».

Pietro, nel suo discorso di Pentecoste, disse di Ha'Mashyah che «essendo stato esaltato dalla destra di Eloah, e avendo ricevuto dal Padre la Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite» (Atti 2:33): anche qui vediamo che è Yahushua Colui che battezza con lo Spirito Santo e lo «sparge» negli eventi miracolosi della Pentecoste.
Nella Scrittura troviamo che chi battezza è sempre Yahushua, mai la Spirito Santo da solo, eppure i credenti carismatici dicono spesso:
«Abbiamo ricevuto il battesimo dello Spirito Santo», intendendo con questo dire che lo Spirito Santo ha fatto qualche cosa. Può darsi che ammettono di essere stati battezzati dal Messyah al momento della conversione, però insisteranno nel dire che il «battesimo dello Spirito» è avvenuto in seguito, dopo che l’hanno ricercato con tutto il cuore. Abbiamo invece visto che lo Spirito non battezza alcuno, è l’elemento del battesimo; chi battezza è Yahushua, proprio come Giovanni Battista battezzava con l’acqua, egli ci battezza nel Suo corpo con lo Spirito Santo di Eloah.

Quando qualche carismatico ci chiede: «Hai ricevuto il battesimo dello Spirito Santo?», possiamo rispondere subito: «Il battesimo dello Spirito Santo non esiste; se invece intendi il battesimo con lo Spirito Santo allora la risposta è si, l’ho ricevuto, come ogni altro netzarym battezzato che segue fedelmente Yahushua come suo discepolo».
In 1 Corinzi 12:12-13 Paolo afferma con forza che tutti i credenti sono battezzati  con  un  unico  Spirito  in  un  unico  corpo  e  sono  perciò  governati  da  un  unico principio vitale, perché in loro dimora un unico Ha'Mashyah. Ignorando il fatto che Yahushua battezza servendosi dello Spirito Santo, distruggiamo la dottrina dell’unità del corpo. In che modo? Tagliando «fuori» certe persone che consideriamo appartenenti ad una specie di limbo e non facenti parte del corpo di Yahushua: ma è davvero possibile essere discepoli e non fare parte di Ha'Mashyah?

Ci  sembra  opportuno  citare  alcune  dichiarazioni  di  Larry  Christenson,  noto carismatico  luterano,  che  apparentemente  non  ha  ben  afferrato  il  chiaro  inse- gnamento di 1 Corinzi 12:13: «Oltre alla conversione, alla certezza della salvezza, all’avere  l0  Spirito  Santo,  esiste  un  battesimo  con  lo  spirito  Santo,  che  per  la mente umana non ha senso, proprio come non ebbe senso per Yahushua l’essere battezzato da Giovanni». Christenson, dunque, preferisce optare per ciò che «non ha senso», piuttosto che accettare semplicemente la verità molto sensata di 1 Corinzi 12:13! Ma il battesimo che Yahushua ricevette da Giovanni, fu indubbiamente molto sensato perché in quel modo il Signore si identificò con il ravvedimento degli Israeliti che cercavano il vero Messia. Christenson, comunque, continua dicendo: «il battesimo con lo Spirito Santo a volte può avvenire spontaneamente, altre volte in seguito alla preghiera e all’imposizione delle mani; a volte si riceve dopo il battesimo in acqua, altre volte prima; certe volte è contemporaneo alla conversione, altre volte la segue dopo un intervallo di tempo... Nella Scrittura, però, troviamo un ‘importantissima costante: non si dà mai per scontato che qualcuno sia stato battezzato con lo Spirito Santo: quando una persona ha fatto questa esperienza, lo sa e basta». Con queste affermazioni Christenson non fa altro che basare la verità sull’esperienza, ma vedremo fra un istante come il battesimo con lo Spirito Santo sia un fatto e non un’esperienza legata a qualche sensazione emotiva.

Che cosa significa essere battezzati con lo Spirito Santo?

Innanzitutto si deve puntualizzare che 1 Corinzi 12:13 è un versetto in cui non troviamo neanche una goccia d’acqua intendendo con ciò dire che in questo brano, e lo stesso vale per Romani 6:3-5, Paolo sta parlando della presenza dimorante  e  pervasiva dello Spirito Santo di Eloah. In questi passi non si parla del  battesimo in acqua, per quanto esso sia importante in altri contesti, ma di un’immersione spi- rituale indicata dal termine greco baptizo (cfr. Galati 3:27). Il battesimo, dunque, è una realtà spirituale che mette il credente in un rapporto vitale con Yahushua e perciò essere battezzati con lo Spirito Santo significa che Ha'Mashyah ci inserisce, per mezzo appunto dello Spirito Santo, nell’unità del Suo corpo e ci provvede di un principio vitale comune che ci unisce con chiunque altro creda in Lui: il battesimo con lo Spirito Santo fa si che tutti i veri netzarym siano UNO con lui e col Padre.

Quando un carismatico insiste nel dire che c’è una seconda esperienza chiamata battesimo dello Spirito Santo, in pratica ridefinisce la dottrina della salvezza, dicendo che essa non è compieta come pensavano, perché «c’è qualcosa di più».
Spesso Giovanni 7:37-38 viene usato proprio per provare la necessità di questo «qualcosa in più», con l’idea che, anche se puoi essere salvato ed avere la Spirito Santo in una certa misura, di certo non hai fiumi di acqua viva che ti sgorgano dal seno. I carismatici, insomma, di solito ammettono che il credente ha la Spirito Santo, però dicono che la vera potenza si ottiene solo con il battesimo.

Sentiamo che cosa dice Giovanni 7:37: «Or nell’ultimo giorno, il gran giorno della festa, Yahushua, stando in piedi, esclamò: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva». Ma perché si espresse cosi? Per capirlo si deve assolutamente considerare il momento preciso in cui pronunciò queste parole, e cioè l’ultimo giorno della Festa del Tabernacoli. In questa ricorrenza, il sacerdote ebraico prendeva una brocca d’acqua, ne spargeva a terra il contenuto per celebrare il giorno in cui Dio, a Meriba, aveva provveduto l’acqua al popolo di Israele (Esodo 17:7) e, poi, alla fine della cerimonia, tutta l’assemblea citava a memoria le parole di Isaia 12:3 «Voi attingerete con gioia l’acqua dalle fonti della salvezza».

Nel bel mezzo della festa, dunque, Yahushua si alza ed in pratica dice: «Ecco, se sie- te davvero assetati, avete bisogno dell’acqua che solo io vi posso dare, perché la vostra sete è spirituale, ed io posso darvi la salvezza» e con l’invito ad essere salvati promette ciò che sarebbe avvenuto se avessero bevuto di quell’acqua: «Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Giovanni 7:38).

Gesù dunque stava promettendo la salvezza per mezzo della fede in Lui: ma adesso guardiamo il versetto successivo, in cui Giovanni dà un’ulteriore spiegazione: «Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Yahushua non era ancora glorificato.» (v. 39).
Alcuni carismatici diranno subito, «Ecco, vedi, questo versetto dice che per ri- cevere quei fiumi d’acqua viva dobbiamo essere battezzati dallo Spirito Santo»; ma non è affatto vero! Chi è che riceve lo Spirito Santo? La persona che crede veramente in Yahushua e lo imita! E quanto ne riceve? Tutto quello che serve! Secondo Giovanni 7:38 dal credente sgorgheranno fiumi d’acqua viva e la grandezza del fiume dipenderà dalla nostra obbedienza e sottomissione a Yahushua e allo Spirito Santo che dimora in noi, ma certamente non c’è alcun bisogno di un ulteriore battesimo dello Spirito per ricevere quel fiume d’acqua viva: ci viene dato dal momento preciso in cui crediamo e siamo battezzati nell’obbedienza a Yahushua col corpo, con la mente e con lo spirito.
Tutta la Bibbia ci mostra che l‘unica condizione necessaria per avere «fiumi d’acqua viva» (cioè per essere battezzati con lo Spirito Santo che viene ad abitare in noi) è credere sinceramente in Yahushua con tutto quello che ne consegue.

Abbiamo  già  visto,  che  i  carismatici  ritengono  che  Atti  11  sia una  delle  numerose  «prove»  della  necessità  di  avere  un  battesimo  dello  Spirito Santo; eppure l’apostolo Pietro, raccontando la conversione dei Gentili a Cesarea, dice: «E come avevo cominciato a parlare, lo Spirito Santo scese su loro, com‘era sceso su noi da principio» (Atti 11:15). Fu sicuramente una vera sorpresa per lui vedere che quelli di Cesarea, che per giunta non erano Ebrei, al momento della conversione avevano ricevuto lo stesso Spirito Santo che aveva avuto lui, ma, poiché capisce subito quello che sta succedendo, continua il suo racconto dicendo: «Mi ricordai allora della parola del Adonì, che diceva “Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo”. Se dunque Eloah ha dato a loro la stesso dono che ha dato anche a noi che abbiamo creduto nel Adonì Yahushua Ha'Mashyah, chi ero io da potermi opporre a Eloah?” (Atti 11:16~17).
Dalle parole di Pietro risulta chiarissimo: quelli che credono in Yahushua ricevono la Spirito Santo. E infatti la Scrittura non ordina mai ai netzarym di essere battezzati «da», o «di» Spirito Santo, né tanto meno esorta i credenti a ricevere lo Spirito Santo. Ogni credente che si è pentito, ravveduto e battezzato receverà lo Spirito Santo ed è su questa certezza che si regge la nostra unità in Yahushua di cui parla 1 Corinzi 12:13.

Paolo ha detto: «Infatti noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito», e ha usato il tempo passato proprio perché il battesimo era già avvenuto; non dobbiamo farne un'esperienza mistica, perché è già un fatto compiuto: siamo uniti con Yahushua e la vita del Messyah è già venuta a vivere in noi.E che dire del battesimo dello Spirito che troviamo nel libro degli Atti? È possibile che un credente carismatico cerchi di replicare a questo problema di 1 Corinzi 12:12-13 e, rifacendosi agli eventi descritti in Atti, dica che, nel primo capitolo di questo libro, i discepoli di Yahushua «dovettero aspettare il battesimo della Spirito». Questo è vero, dovettero aspettare, ma perché lo Spirito Santo non era ancora  sceso  sulla  Qahal nel suo insieme,  in  quanto  non  era ancora iniziata l’età  dello  Spirito;  lo Spirito Santo doveva venire per la prima volta per iniziare qualcosa di nuovo e lo fece il giorno della Pentecoste. Il  fatto che Egli sia venuto in quel giorno, su coloro che aspettavano, non significa che debba continuare a venire. Non c’è alcun bi- sogno che la Pentecoste si ripeta continuamente, cosi come non è assolutamente necessario che Yahushua nasca a Betlemme ogni anno. Il nostro Adonì è nato una volta, è vissuto una volta, è stato battezzato una volta, è morto una volta, è risorto una volta e questo è stato più che sufficiente: lo Spirito Santo è venuto nella Qahal come descritto nel libro degli Atti e perciò chiunque ora crede e diviene parte della Qahal, il corpo di Yahushua, riceve con il battesimo lo Spirito Santo.

Della situazione dei Samaritani che appare in Atti cap. 8, possiamo rilevare che «l’intervallo» fra il momento della loro conversione e quello in cui ricevettero la Spirito Santo fu necessaria solamente perché gli apostoli potessero essere presenti.
Atti 19, invece, ci mostra una situazione del tutto diversa, perché quelli a cui Paolo parlava avevano avuto soltanto «il battesimo di Giovanni», quindi non erano ancona credenti e discepoli di Yahushua! Fu quando l’apostolo testimoniò di Ha'Mashyah ed essi si convertirono che ricevettero la Spirito Santo: tutto nello stesso momento.
Comunque una volta terminati questi eventi transitori, la dottrina dello Spirito Santo divenne molto chiara, perciò, nelle lettere di Paolo ed in tutte le scritture del Nuovo Testamento, leggiamo costantemente che “noi tutti abbiamo ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo”.

Che differenza c’è fra Il battesimo e la pienezza?

Più parlo dei carismatici, più studio i loro scritti e più mi convinco di come confondano il battesimo con lo Spirito Santo, che inserisce il credente nel corpo della Qahal di Yahushua, con la pienezza dello Spirito Santo, che produce la nuova vita  efficace per essere scritti nel libro della vita. (vedi Ef. 5:18-6:11). Il credo pentecostale è in errore quando dice: «Crediamo che il battesimo dello  Spirito  Santo,  secondo  Atti,  viene  accordato ai cristiani che lo chiedano» (9). Ma in Atti 2 non si dice affatto che quei cristiani abbiano chiesto la Spirito Santo, bensì che Egli venne su di loro; perciò prima essi furono battezzati con lo Spirito Santo  e  poi  riempiti  (vedi  vv.  1-4).  il  versetto  3  dice  che  apparvero  delle  lingue come di fuoco che si divisero e si posarono una su ciascuno dei discepoli, ma che cosa  dice  il  versetto  4?  Incomincia  con  la  parola  «e»,  mediante  un  qualcosa  di addizionale, e dice: «E tutti furono ripieni dello Spirito Santo, e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi ». 
In  Atti  2:1-4,  perciò,  troviamo  due  verità  distinte:  la  prima  ci  dice  che,  alla Pentecoste, i credenti furono battezzati nel corpo di Yahushua con lo Spirito Santo; la seconda, che p0i lo Spirito Santo li riempì dando loro la capacità di parlare in altre lingue, perché dessero una potente testimonianza. Ma il credente di oggi come fa a conoscere la pienezza dello Spirito Santo? La Pentecoste è stata un’esperienza unica, irripetibile; oggi non egli non ha più bisogno di una «Pentecoste» personale perché è già stato battezzato con lo Spirito Santo dal Adonì Yahushua: tutto ciò di cui ha bisogno, piuttosto, è di sottomettersi e ubbidire allo Spirito Santo che è già in lui ed avere così la Sua potenza.

Nella Bibbia non ci viene mai insegnato che si debba cercare o aspettare il battesimo dello Spirito Santo, né tanto meno che si debba frequentare qualche gruppo di persone da cui imparare a parlare in lingue; c’è un solo modo per conoscere la potenza dello Spirito Santo nella tua vita — ubbidisci a Yahuveh con umiltà: se cammini nell’obbedienza alla Parola di Eloah, lo Spirito stesso potenzierà la tua vita spirituale (vedi Ga. 5:25).
Anche la seconda parte di 1 Corinzi 12:13 è particolarmente importante: tutti i credenti sono «stati abbeverati di un unico Spirito». Questo è un pensiero bellissimo  perché  ci  dice  che  non  solo  siamo  stati  immessi  in  Qualcuno  (Yahushua),  ma che qualcosa è stato immesso in noi (lo Spirito Santo) e se siamo veri netzarym e abbiamo lo Spirito Santo, i nostri corpi sono il Suo tempio (1 Co. 6:19): Eloah abita nei nostri corpi (2 Co. 6:16).

Perciò non siamo semplicemente immersi nella vita di Yahushua, ma la sua stessa vita è in noi e, con essa, tutte le risorse di cui abbiamo bisogno, perché la promessa dello Spirito Santo è stata pienamente e completamente adempiuta. Su questo punto la Bibbia è chiarissima e dice che non c’è proprio niente da aspettare, ma piuttosto che dobbiamo sottometterci e ubbidire completamente a Colui che è già in noi. Abbiamo visto all’inizio, che ci sono tanti modi di «ricevere il battesimo dello Spirito» quanti sono gli scrittori carismatici che ne parlano: ma perché tutta questa confusione e contraddizione? Perché questi non si limitano a citare semplicemente la Bibbia e a lasciarsi guidare da essa? La ragione è semplice: la Bibbia NON ci dice come ricevere il battesimo dello Spirito, perché ci dice che siamo già stati battezzati dallo Spirito nel momento in cui abbiamo creduto, ci siamo pentiti, abbiamo ubbidito ai comandamenti di Eloah e siamo stati battezzati nel nome del Padre, nel nome del figlio e con lo Spirito Santo.

Una delle realtà più grandiose che i netzarym possiedono è contenuta in due affermazioni brevi, ma estremamente appaganti, una di Paolo e una di Pietro: “E in Lui voi avete tutto pienamente». «La sua potenza divina ci ha donato tutto ciò che riguarda la vita e la pietà mediante la conoscenza di colui che ci ha chiamati con la propria gloria e virtù» (2 Pi. 1:3). Come? Nella conoscenza di Eloah e di Yahushua nostro Adonì.

          Non c’è ragione pertanto di cercare di ottenere ciò che è già stato offerto gratis.



Ha'leluyah



venerdì 20 marzo 2020

mercoledì 24 luglio 2019

AMEN: IL NOME DI UNA ENTITA' ALIENA DECADUTA (un falso dio pagano)

15:27:00 // by #Netzarym Enoch // , , , , , , , , , , , , ,

AMEN-AMUN-AMON




Invece di ripetere a pappagallo, come fanno tutti quelli che appartengono alla Cristianità corrotta, il nome del dio egizio “Amen” alla fine di ogni preghiera, noi facciamo una di queste 3 cose:

  1. Usiamo la pronuncia ebraico-spagnola per indicare di essere d'accordo: “Ah-Mane” (amin). Questo indica che vuoi evitare di pronunciare nomi di falsi dèi pagani e di scimmiottare le tradizioni di uomini. 
  2. Puoi usare una parola della tua lingua per indicare di essere d'accordo. Per esempio, in italiano: “Sì!”. “Così sia!” è pulito e chiaro. 
  3. Puoi usare un'altra parola “spirituale” che indica il tuo concordare con quanto detto o il tuo sostegno all'affermazione: “HalleluYah!”

Perché essere così fiscali su qualcosa di innocuo come il fatto di dire “Amen”? Bella domanda. Ecco perché:

Amen” è un'antichissima personificazione egizia dell'aria e del respiro, adorata soprattutto a Tebe.

Alcune note da una pagina in cui ci siamo imbattuti: http://revelations.org.za'Amen' era una delle principali divinità nella mitologia egizia, il cui culto si diffuse in Grecia, Siria e dintorni.

Secondo 'The Concise Columbia Encyclopedia', Columbia University Press:

Amun o Amon o Amen, antica divinità egizia. In origine il dio principale di Tebe, Amon acquisì importanza sempre maggiore in Egitto e, in seguito, come Amon Ra, Amen venne identificato con RA come la divinità suprema.

Amen fu identificato anche con il ZEUS greco (il GIOVE romano). (Ed.: Giove o 'Zeus-Pater' – 'Zeus nostro padre').

Nel Sito Ufficiale del Ministero del Turismo Egiziano ci sono le seguenti Pagine Web con informazioni su Amen, l'idolo primordiale:

Amun (Amon) e Amen-Ra, Re degli Dei, e la Triade (Trinità) di Tebe
Culto di Amen
Amen di Tebe
Forme di Amen-Ra

Ecco un breve estratto da queste pagine istruttive:

Amen era la personificazione del potere creativo nascosto e sconosciuto che era associato all'abisso primordiale, dèi nella creazione del mondo, e tutto ciò che è in esso.
La parola o radice “amen” significa certamente: “ciò che è nascosto”, “ciò che non si vede”, “ciò che non si può vedere”, e simili, e questo è provato da tonnellate di esempi che possono essere trovati in testi di tutte le epoche.
Negli inni ad Amen spesso leggiamo che Amen è “nascosto ai suoi figli”, e “nascosto agli dei e agli uomini”...
Ora, non solo si dice che lo stesso dio Amen sia “nascosto”, ma è “nascosto” anche il suo nome, e la sua forma, o somiglianza, si dice sia “sconosciuta”; queste affermazioni dimostrano che “nascosto”, quando applicato ad Amen, il grande dio, si riferisce a qualcosa di più del “sole che è scomparso sotto l'orizzonte”, e che “Amen” indica il dio che non può essere visto con occhi da mortale, e che è invisibile, e anche imperscrutabile, agli dei così come agli uomini”.

Questo ci fa tornare in mente il desiderio di esser Dio Padre Supremo di una entità malevola extraterrestre decaduta che diceva:

"Tu dicevi in cuor tuo: Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del nord; salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all'Altissimo. Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa." - (Yahshayahu/Isaia 14:13-15)

Amen, sua moglie Mut e il loro figlio Khonsu, rappresentavano la Trinità (Triade) Tebana, la famiglia sacra di Tebe. Amen era il “Re degli dèi” nel periodo del Nuovo Regno in Egitto (1550-1070 a.C.), quando Tebe era la capitale d'Egitto. Questo ci riporta alla corrotta tradizione della cristianità della Triade che spaccia per verità misteriosa o appunto "nascosta come il dio nascosto" quello che chiama DOGMA o "mistero della fede". 

Durante quel periodo gli Israeliti erano schiavi in Egitto, e costruivano le fortificazioni e le sontuose statue e gli sfarzosi templi d'Egitto. Durante i 400 anni di schiavitù, gli Israeliti persero il loro patriarcale culto di Yahuveh cadendo nel culto idolatrico egiziano. Il loro epico esodo richiese un periodo di 40 anni di 'purificazione' nel Deserto, prima che potessero entrare nella 'Terra Promessa di Israele'. 

Se durante quest'esodo gli Israeliti sono arrivati a costruire un idolo d'oro a forma di vitello, sarebbe forse improbabile dedurre che abbiano portato con sé le imperfezioni del culto di Amen – un seme che potrebbe non essere stato ancora estirpato?

Tanto che una antica preghiera sembra essere stata ripresa proprio da questo culto e integrata in quello ebraico, cristiano e poi islamico 

Oh Amen, Amen, che sei nei cieli Padre di chi non ha Madre.

Quanto e' dolce pronunciare il tuo nome.

Dacci come la gioia di vivere, il sapore del pane per il bimbo,

sia fatta la tua volonta' come in Cielo cosi in Terra.

Tu che mi hai fatto vedere le tenebre, crea la luce per me.

Fammi dono della tua grazia, fa che io veda te ininterrottamente!

Amen!


Oppure Amun, Amon, Aman. Ma anche se questa preghiera può sembrare al profano l'origine del Padre nostro, non è che una illazione senza prove fondamentali perchè in realtà proviene da preghiere molto più antiche che risalgono addirittura agli scritti cuneiformi dei Sumeri; ma anche questo questo non suffraga le supposte teorie dei detrattori che vorrebbero assimilate dall'ebraismo tutte le antiche tradizioni Babiloniche anche se in parte questo è avvenuto come abbiamo detto sopra, tanto che nelle Sacre Scritture Israele viene condannato e abbandonato da Yahuveh proprio per questi motivi. Poi quando essi si pentono e ritornano nella giusta e corretta disposizione verso il Creatore vengono perdonati e riottengono una condizione di giusto rapporto con Eloah Yahuveh.

Il che ci porta al nostro secondo punto di riflessione: la parola 'amen' a seguito di quanto detto sopra viene usata comunemente sia nel culto ebraico che in quello Cristiano e Islamico. E' vero, le lettere-radice a-m-n hanno questo significato nell'ebraico moderno: educare, addestrare, vero, degno di fiducia, confermare, sicurezza, fedeltà, accordo. 

In terzo luogo, “Amen” è usato nel giudaismo, nell'Islam e nel cristianesimo dei giorni nostri e gli si attribuisce il significato di: “così sia”, “sicuro”Questa parola però ha una pronuncia diversa in ebraico moderno: Ah-Mane (pronunciato 'amin'), e anche questo non significa affatto che non sia da anteporre al non usare comunque questo termine.

Conoscendo le sfumature idolatriche retaggio antico di questa parola, sorgono delle preoccupazioni nel sentir pronunciare questo tipo di frasi così popolari nelle preghiere cristiane, islamiche ed ebraiche:

Te lo chiediamo nel Tuo Nome, Amen”.
Lodiamo il Tuo Nome, Amen”.
Lo domandiamo nel Nome che è sopra ogni altro Nome, Amen”.
Lodate il Signore” - con la risposta comune: “Amen”.

Gli esempi qui sopra possono certamente essere delle dirette invocazioni rivolte a una entità spirituale chiamata 'Amen'! Questo dovrebbe sicuramente essere lampante per il vigile adoratore dell'Unico Vero Eloah YHVH di Israele! 

Dovremmo quindi usare la parola “Amen” nella preghiera e nel culto?

Se abbiamo una parola 'pura' come "Così Sia" e "HalleluYAH", perché dire 'Amen'?

Esodo 23:13 - “Farete attenzione a tutte le cose che io vi ho dette, e non pronuncerete il nome di dèi stranieri: non lo si oda uscire dalla vostra bocca.”

Osea 2:17,19 - Io (YHVH) toglierò dalla sua bocca (la Sua Sposa Israele - ndr) i nomi dei Baal.”


Così è scritto e così sia in verità.








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martedì 23 luglio 2019

LA VERITA’ SULL’AGENDA POLITICO IDEOLOGICA LGBTQ


La vera e drastica agenda LGBTQ della loro dittatura ideologica


Non vi fate ingannare dai balli, dalla festa colorata e assordante di musica, dagli abbracci e baci (per non dire altro..) elargiti a destra e manca, perchè dietro tutto ciò si cela il vero progetto di questa dittatoriale ideologia che sta seminando odio contro gli eterosessuali e la famiglia per come esiste da millenni.

Questo movimento nato nell'ultimo decennio e formato da qualche milione di individui è riuscito a imporsi contro la famiglia classica e a far approvare leggi che non sono mai esistite prima nella storia umana, eh si perchè non si può sdoganare la propria tendenza sessuale per decreto legge oppure si? Beh questi ci sono riusciti a farla sdoganare.

Eppure abbiamo in Italia circa 6 milioni di persone che vivono in povertà e non si è riusciti a fare una legge per tutelare la vita dignitosa di queste famiglie (a parte la farsa del reddito di cittadinanza). Mentre nel frattempo tutta l'attenzione è stata e viene tutt'ora concentrata sugli LGBTQ e sul femminicidio con una propaganda mediatica imponente dove in ogni spot pubblicitario, film, serie tv, programmi vari, ecc. viene inculcato in maniera palese la distruzione dei valori fondanti la nostra società e la Costituzione Italiana.

Purtroppo questa non è considerata una violenza contro gli eterosessuali e i minori che devono subire questo indottrinamento contro la loro volontà. Vorrei proprio sapere su quali basi di diritto serio e vero i deputati e politici hanno votato contro la famiglia formata da uomo e donna che oggi deve vedersi indottrinata e inculcata insieme ai propri figli minori ad accettare supinamente una ideologia e lo ripeto: "IDEOLOGIA" che nulla ha che fare con la libertà vera dei popoli. Perchè se per vera libertà intendiamo l'assenza di una DITTATTURA che IMPONE LA PROPRIA IDEOLOGIA AGLI ALTRI e gli vieta di parlare contro la stessa, cancellando e bannando video e/o articoli, o portando in tribunale penale chi si azzarda a dire qualcosa a difesa della propria libertà ideologica, allora siamo davvero nella cultura GENDERNAZISTA.

Ma la maggioranza non sa affatto quali sono i veri scopi dell'ideologia GENDER e cosa si prefigge questo movimento ideologico che abusa ritualmente attraverso la psicomagia milioni di liberi pensatori. Pochi sanno della verità sul movimento LGBTQ, della sua ideologia illiberale e di casta, della sua cultura repressiva e i suoi scopi di ingegneria sociale. Legalizzare i matrimoni omosessuali e promuovere la loro agenda estremista con la "copertura" per i diritti sessuali facendoli passare per “Libertà di amare” e addirittura “Diritti umani”In seguito al tentativo fallito in USA di abrogare la legge 377A, Pink Dot ha dichiarato:  

[Questa legge] dà carta bianca alla discriminazione e rinforza il pregiudizio, portando alla censura da parte dei media e al peggioramento degli stereotipi negativi, con un impatto negativo sulla salute e il benessere di una parte significativa della società”.

La comunità omosessuale rappresenta meno del 2% della popolazione totale di Singapore.. come può essere definita “una parte significativa della società”? In combutta con un movimento LGBTQ straniero prende parte addirittura a Human Rights Campain Global LGBTQ Summit. La Human Rights Campain (HRC) è il più grande e potente gruppo di sostegno LGBTQ degli Stati Uniti, e promuove in tutto il mondo i diritti ideologici gender estremisti. Questa è la distruttiva eredità dell’ex presidente Obama sugli LGBTQ: 

“Sotto il mio governo, le agenzie impegnate all’estero sono già passate all’azione.. mentre noi negli Stati Uniti uniamo le forze per portare avanti con decisione questo obiettivo”.
 
Ecco questa è la VERA AGENDA dei diritti ideologici genderisti LGBTQ:


- abolizione delle leggi anti-sodomia

- abolizione della libertà religiosa e della libertà di espressione

- abbassamento dell’età minima per i rapporti omosessuali consenzienti

- imposizione del matrimonio omosessuale

- distruzione del matrimonio

- distruzione della famiglia

- distruzione dell’identità di genere

- legalizzazione dei diritti di adozione per gli omosessuali

- legalizzazione della pedofilia e dell’incesto


Il devastante risultato: livelli sproporzionatamente alti di infezioni da HIV e MST nella comunità omosessuale. Un risultato ancora più devastante è nell'attacco alla libertà di fede e di vita di tutti gli altri che pur non odiando o discriminando nessuno sono stati costretti a subire la fine della propria libertà di espressione e di scelta eterosessuale. Infatti se non sei d’accordo con la loro ideologia, sei un bigotto omofobo discriminante e schifoso che odia i generi di persone diverse. Ma questa accusa è totalmente FALSA eppure viene usata da Youtube, facebook, Google, ecc. per bannare, cancellare e chiudere tutte le fonti di informazione vera libera e indipendente.


Distruzione della società

Legalizzare matrimoni omosessuali distrugge la società creando il commercio di uteri in affitto, diminuendo drasticamente le nascite e negando ai bambini il loro diritto fondamentale di avere un padre e una madre e crescere secondo natura. Inoltre la distruzione del matrimonio apre le porte ad ogni sorta di unione innaturale:


Sono innamorata di mio figlio e voglio avere un bambino da lui”

L’agenda per i diritti ideologici LGBTQ include la legalizzazione della pedofilia. Abuso sui minoristanno cercando occultamente di far abbassare l’età minima per il sesso consensuale con i minori. Con la loro propaganda ideologica nelle scuole stanno facendo il lavaggio del cervello ai bambini – indottrinano e inculcano in bambini innocenti, con la loro letteratura ideologica, la dubbiosa e falsa identità gender confondendoli e creando in loro molti conflitti interiori e turbe psicologiche che poi gli psicologi associati sdoganano come cosa "naturale" nei bambini così coinvolgono anche le famiglie angosciate e confuse sul da farsi nell'accettazione totale di questa violenza psicologica assistita.

Il loro vero obiettivo politico e sociale - “Chi conquista i bambini possiede il futuro” (Patricia Nell Warren, scrittrice, giornalista e attivista americana lesbica dichiarata)

La distruzione di ogni aspetto dell’identità di genere cancella la definizione biologica del sesso maschile e femminile – Bagni senza più distinzione tra uomo e donna: attenzione ai predatori sessuali e ai pervertiti, le vostre mogli e le vostre figlie saranno costrette a condividere il bagno con persone che dichiarano di essere “gender fluid”!

Il volto della pazzia: le 58 opzioni di genere di Facebook:

Agender; Androgino; Bigender; Cis; Cisgender; Femmina Cis; Maschio Cis; Uomo Cis; Donna Cis; Femmina Cisgender; Maschio Cisgender; Uomo Cisgender; Donna Cisgender; Femmina-Maschio; FTM; Gender Fluid; Gender Non conforme; Gender [Indeciso?]; Gender Variabile; Genderqueer; Intersex; Maschio-Femmina; MTF; Nessuno dei due; Neutrois; Non binario; Altro; Pangender; Trans; Trans*; Femmina Trans; Femmina;Trans; Maschio Trans; Maschio;Trans; Uomo Trans; Uomo*Trans; Persona Trans; Persona*Trans; Donna Trans; Donna*Trans; Transfemminino; Transgender; Femmina Transgender; Maschio Transgender; Uomo Transgender; Persona Transgender; Donna Transgender; Transmascolino; Transessuale; Femmina Transessuale; Maschio Transessuale; Uomo Transessuale; Persona Transessuale; Donna Transessuale; Due-Spiriti


L’abominevole obiettivo finale:

Il vero obiettivo finale di questa gendernazista ideologia politica è una società in cui ognuno sia legalmente desessualizzato. Non più legalmente maschio o femmina. E una volta ridefinita l’umanità come senza sesso, si ottiene una società deumanizzata in cui non possono più esserci “madri” o “padri” o “figlio” o “figlia” o “marito” o “moglie” legali senza il permesso dello Stato...”
I documenti del governo stanno già cancellando questi termini. In una società del genere, le relazioni umane più intime subiscono un duro colpo. La famiglia finisce per essere abolita (Riki Wilchins, Famoso attivista LGBTQ)

Informatevi e agite secondo coscienza e fede se ne avete, e non secondo l'ideologia gender.

Opponetevi all’agenda estremista LGBT e dei loro falsi diritti umani
Opponetevi alla distruttiva ingegneria sociale occulta
Opponetevi alla distruzione della coscienza e della libertà
Opponetevi alla distruzione della moralità e della vera identità nei bambini
Opponetevi all'indottrinamento che vi vuole etichettare come odiosi discriminatori 

Denunciate e opponetevi all'accettazione di questa dittatura contro la libertà umana di pensiero e parola.

Sinceramente in verità.





lunedì 28 gennaio 2019

MESSIANICI CRISTIANI AFFERMANO: “Gesù è un nome!” Siamo sicuri che sia davvero così?



In una recente rivista messianica (di cui non facciamo il nome) è apparso un articolo che si proponeva di affrontare la questione, "è il nome" Gesù "pagano?". L'articolo era chiaramente una difesa dell'uso del nome "Gesù", a dispetto dell'ammissione dell'autore che questo non è il nome "originale" (nome di nascita) dato al Messia (da sua madre ebrea, Miryahm). L'articolo lascia il lettore con l'idea che Gesù è altrettanto valido, se non più valido, di Yshu quando riferito al Messia. E arriva a questa deduzione usando una etimologia diciamo molto distratta e una stentata logica a stendardo di prova, ignorando le prescrizioni linguistiche più serie sulla questione del nome. Il "problema" sollevato da questo articolo è come un inganno secolare progettato per gli incauti increduli, esula invece dal vero problema di base che proviene da un appellativo cabalista/gnostico di maledizione che non è nemmeno un nome "YSHV/Gesù”, ma solo un acronimo di [Y'mach SHemo V'zichro] che significa in ebraico: “Che il suo nome e il suo ricordo siano cancellati per sempre”! 

    All'inizio dell'articolo, l'autore ha dimostrato la difficoltà di traslitterazione dall'ebraico al greco e al contrario la facilità di traslitterazione dall'ebraico all'inglese. Una dettagliata traslitterazione lettera per lettera (dall'ebraico aleph-bet all'alfabeto greco) "traslitterazione" del nome Yahushua al nome greco Iesous è stato portato come prova. Poiché non ci sono suoni equivalenti di molte delle lettere, questa cosiddetta "traslitterazione" diventa in realtà una maldestra traduzione. C'è così poca assonanza tra "Gesù" e "Eaysooce" (Jesus) che chiamare questa una traslitterazione è un reato anche per la borsa di studio più degradata. Non c'è modo di traslitterare il nome tra queste due lingue! Il meglio che si può fare è quello di tradurre, che è quello che è stato fatto nei Settanta dai suoi traduttori ebraici.

    Il nome Settanta, è tardo-latino (la lingua ecclesiastica della Chiesa romana) da septem+ginta, che allude ai 70 (circa) traduttori che hanno prodotto la versione greca della Tanakh (la bibbia ebraica). Uno studio dell'etimologia della parola "Gesù", da una fonte come il Merriam-Webster Dictionary, rivela che questo nome non deriva direttamente dal greco "Iesous", ma deriva dal latino precoce "Iesu", l'"Y" poi è stato differenziato in "I" fino alla "J" creata verso il 1400 per l'alfabeto usato nella lingua inglese. Così, nel tardo-latino, il termine Iesoû (Yesoo) divenne Jesu, che a sua volta divenne Jesus in lingua inglese. Questo rapporto nell'etimologia viene omesso dall'autore nella sua "apologetica".

    Indipendentemente da ciò, la parola Gesù non ha ascendenza diretta dallo Iesous greco, come è implicito per l'autore, ma nella migliore delle ipotesi deriva dal tardo latino Jesu, un fatto del tutto assente nell'articolo. Tuttavia, tutti i maggiori esperti convinti di questa etimologia, anche con l'anello mancante di cui sopra, non riescono a comprendere che essa è un'esca paganizzata per distrarre la nostra attenzione dal vero problema con la parola "Gesù".

    Noi abbiamo in passato usato l'argomento che Gesù è in qualche modo un composto di Je-Zeus (Zeus era il capo "dio" del Pantheon greco), e che vi è certamente un grado di assonanza, con la parola "Gesù". Abbiamo studiato tale possibilità in ogni ambito, dal momento che è connesso all'idolatria. L'altra questione rilevante è: Qual'è stato o è il nome del Messia datogli da sua madre, Miryahm, secondo la rivelazione del messaggero angelico a lei?

Il problema non è solamente "se la parola di Gesù è pagana!" Il problema non è come "traslitterare" Gesù in greco! Il problema non è come "traslitterare" Iesous greco in latino! La questione non è neppure come "traslitterare" il Jesus latino in inglese! Il vero problema è come traslitterare il vero nome, Yahushua, dall'ebraico, in altre lingue. Certamente non c'è bisogno di passare attraverso il greco e il latino e poi dal latino in inglese. Perché qualcuno dovrebbe prendere una strada tanto tortuosa per convincere tutti della validità di qualcosa di errato, a meno che non stia cercando in tutti i modi di "provare" la falsa validità, del termine "Gesù?"

    Per traslitterare il nome Yahushua ebreo in qualsiasi lingua, ci limiteremo a pronunciarlo cosi come è: “Yahushua” (*1). Così il suo nome è pronunciato ugualmente sia in ebraico che in tutte le altre lingue - una traslitterazione perfetta. Che cosa potrebbe essere più semplice? Se Gesù invece è una parola meticcia-pagana e una maledizione ebraica sul vero nome, allora ciò che più conta è il fatto che Gesù NON ERA IL VERO NOME del Messia di YHVH, la cui storia è registrata nel Patto rinnovato o nuovo Patto!

    I nomi propri non vengono tradotti da una lingua ad un'altra, se è possibile traslitterarli. In caso di impossibilità di traslitterare con precisione un nome proprio (come è il caso di traslitterazione dall'ebraico al greco), allora è ancora possibile insegnare come pronunciare correttamente il nome del Messia, similmente al modo in cui le persone che parlano inglese possono imparare a pronunciare correttamente la parola spagnola "Chihuahua" o la parola francese "curriculum". Allora hanno solo bisogno di qualcuno che conosce la pronuncia corretta per insegnarglielo.

    Il cambiamento del nome del Messia da Yahushua a Gesù (un errore di traduzione) serve certamente allo scopo di offuscare la sua vera identità ebraica e il suo ministero ebraico. Il ministero vero di Yahushua il Messia è ed è stato inizialmente ed esclusivamente dedicato alla ricerca delle "pecorelle perdute della casa d'Israele". La storia, sia religiosa che laica, è stata che la "Chiesa occidentale e orientale" ha fatto un grande sforzo per prendere le distanze dalla vera natura, le origini, e lo scopo di questo messia ebraico!

    La “laurea ad-honorem” ad articoli come questi sono soggetti a un paradigma intellettuale di 'eisegesis' rifilato come esegesi dottrinale. Se questo rappresenta la comprensione "migliore", queste persone hanno dei seri problemi, e sono assolutamente inadeguate a essere lo strumento per realizzare il loro progetto di restauro del Regno Unito di Israele. 

    Non è una sorpresa che molti "religionisti", cioè le persone che vogliono portare il nome "Gesù" pagano agli ebrei per convincerli, non hanno chiaramente una buona conoscenza di molti problemi che affliggono l'unità in quei luoghi della Palestina. La Cristianità è stata nella corruzione spirituale troppo a lungo, e sarà un processo molto difficile per lei scartare il bagaglio pagano pieno di errori che porta con sé e con cui ha ubriacato le nazioni della terra come è scritto in: Apocalisse 17:2 “I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione”. Ma anche gli ebrei hanno un notevole e pesante bagaglio di errate dottrine rabbiniche e talmudiche da scartare come la Cristianità. Anche qui viene in mente la dichiarazione del profeta Oshua (Osea) 4:6 "Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza..".

    Noi non siamo affatto interessati a portare il falso nome "Gesù" agli ebrei aggiungendolo agli errori di Giuda, ci sono già molti gruppi della Cristianità a farlo. Facciamo invece da supporto portando il vero nome di Yahushua Ha'Mashyah (Yahushua il Messia), sia per Efraim che per Giuda: e c'è una grande differenza tra il Gesù storico e Yahushua. La vita eterna delle persone dipende dall'accettazione o dal rifiuto tra il vero e il falso.

    Il nostro Re dei Re è nettamente contrario a perpetuare nei secoli la disinformazione promulgata dai leader delle chiese pagano-cristiane che hanno usato i loro pulpiti per diffondere le loro immani apostasie. Il profeta di Israele dice in Geremia 16:19 "O YHVH, mia forza e mia fortezza, mio rifugio nel giorno della tribolazione, le genti verranno a te dalle estremità della terra, e diranno: Sicuramente i nostri padri hanno ereditato menzogne, vanità, e cose in cui non vi è nessun profitto".

    Abbiamo bisogno di esaminare le Scritture da una prospettiva ebraica (non sempre un punto di vista ebraico) al fine di raccogliere tutta la verità e le sfumature degli scrittori ebraici di quei libri per raggiungere l'intesa perfetta delle parole ebraiche di YHVH dentro il cuore delle persone alle quali Egli ha affidato i Suoi oracoli. Quelle persone del tempo non erano affatto le "chiese" occidentali e orientali ma uomini che profetizzavano in nome e per conto di Eloah YHVH. Poi sempre in quel contesto ebraico il Messia scese sulla terra e chiamò a sé quelli che avrebbero portato nel mondo la Parola e i suoi insegnamenti creando delle piccole comunità/famiglie che in lingua ebraica sono nominate Ha'Qahal.

    Prendiamo sul serio l'imperativo in Yahshayahu (Isaia) 58:1, "Grida a piena gola, non ti trattenere, alza la tua voce come una tromba; dichiara al mio popolo le sue trasgressioni, alla casa di Giacobbe i suoi peccati".

Noi sappiamo che siamo cittadini del Regno di YHVH e la nostra fedeltà va prima e innanzitutto all'Eloah degli elohim e non a qualsiasi uomo terreno o a qualsiasi denominazione religiosa in terra. Il nostro Kohen Ha'Gadol (Gran Sacerdote) è Yahushua Ha'Mashyah (Yahushua il Messia) e a Lui noi volgiamo i nostri pensieri e il nostro cuore insieme ai suoi 144.000 ministri nel Grande Tempio di YHVH nostro Padre.


*1)

  Yehshua è solo una contrazione di Yahushua in cui manca la "Vav" simbolo dell'uomo per la sua salvezza

  Yahushua invece il nome completo che contiene la Vav simbolo dell'uomo per la sua Salvezza